2.jpg
DSCN0045.JPG
DSC_1763s.jpg
2.jpg

Museo Civico


SCROLL DOWN

Museo Civico


LA SEDE

Il Museo Civico di Orte è il luogo nel quale si vuole far conoscere alla comunità la memoria del proprio passato, a partire dalle origini etrusche, e risvegliare in ciascuno la responsabilità per un patrimonio culturale, di cui è il principale artefice e fruitore. Il museo, in quanto diffuso, non è una sede chiusa e vuole essere un punto di partenza per muoversi alla riscoperta della città e del suo territorio (il porto romano di Seripola; i castelli di Bagnolo, Baucche e Castiglioni; la valle del Rio Paranza) attraverso percorsi guidati.

Allestito nei locali della chiesa, riunisce materiali della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, che vanno dall’epoca etrusca all’Alto Medioevo (secoli VI a.C. – XI d.C.). La visita si svolge procedendo in senso orario, dall’ingresso all’interno della chiesa, e segue l’ordine numerico dei pannelli, attraverso tre sezioni, Etrusca, Romana e Altomedievale, evidenziate da appositi indicatori. I pannelli, infatti, sono disposti in sequenza cronologica e numerica, contraddistinti ciascuno da un cerchio colorato (verde per il Periodo Etrusco, rosso per l’Età Romana e blu per l’Alto Medioevo), visibile in alto a sinistra.

La sede del museo è l’ex Chiesa di Sant’Antonio Abate che sorge nella contrada San Giovenale, in un’area appartenente, nei secoli X-XIII, al monastero romano di San Silvestro in Capite e alla sua dipendenza di San Giovenale, forse costruita sotto o vicino alla chiesa attuale. Fondata alla fine del XIV secolo e officiata sino al 1922, la chiesa di Sant’Antonio era annessa ad un monastero destinato alle paupercolae mulieres ( le “ poverelle religiose”). L’aspetto attuale si deve alle trasformazioni compiute alla fine del XIV e nel XVIII secolo.

IL MUSEO E IL PERCORSO DI VISITA

Il Museo dispone di una collezione permanente di reperti; le vetrine ed i supporti espositivi disponibili consentono di distribuirli armonicamente secondo un percorso studiato secondo il criterio cronologico, più che tipologico. Il filo conduttore è costituito da Orte nella storia, dalla sua nascita come roccaforte volsininese, nella seconda metà del VI secolo a. C., alle vicende che la vedono protagonista in epoca romana e ancor più nell’Alto Medioevo, sino all’XI secolo. Il Museo è pertanto suddiviso in tre sezioni, consecutive e consequenziali:

1) Etrusca, dalla fine del VI a. C. alle due battaglie del lago Vadimone (308 e 283 a. C.);
2) Romana (età repubblicana, imperiale e tardoantica, dal II secolo a. C. al V d. C.);
3) Altomedievale, dal VI all’XI secolo.

Pannelli testuali ed illustrativi guidano il visitatore alla scoperta della storia e alla comprensione dei materiali esposti, introducendo all’osservazione delle vetrine e del loro contenuto, nonché delle molteplici iscrizioni, di carattere prevalentemente funerario, distribuite lungo le pareti.

Per l’allestimento si è optato per un duplice criterio:
a) tematico, con l’argomento principale costituito dall’abitato di Orte, con la sua evoluzione dalle origini al Medioevo, ed una serie di collegamenti con il territorio nei luoghi di maggiore rilevanza storico-archeologica (S. Bernardino, Seripola, Macchia di Ruffo-Bagnolo).
b) cronologico, con la creazione di un itinerario che si snoda all’interno delle sezioni etrusca, romana (repubblicana, imperiale e tardoantica) ed altomedievale, aventi uno spazio tanto sulle pareti quanto nel corpo centrale del mobilio e nelle vetrine.

I TEMI

Le tematiche affrontate nel Museo sono:
1) Il territorio di Orte in una delle prime riprese aeree da dirigibile
2) La necropoli etrusca di S. Bernardino e la Tomba dei Delfini
3) Il territorio di Volsinii e Orte in epoca etrusca (VI-III sec. a. C.)
4) L’abitato di Orte: la parte sepolta
5) Le battaglie del Lago Vadimone
6) Orte romana: il periodo Repubblicano e l’età Augustea
7) Le strade, il Tevere e il porto fluviale di Seripola
8) Le produzioni artigianali: manufatti in pietra e terracotta
9) Dalla città romana alla fortezza altomedievale
10) Tarda Antichità e Medioevo

LE SEZIONI

a) etrusca
Sono qui esposti i materiali provenienti dalla necropoli di San Bernardino e quelli recuperati da scavi di emergenza nel centro abitato e che riconducono, a livello cronologico, alla prime fasi di occupazioni dell’altopiano (VI- V sec. a.C.).

La necropoli di San Bernardino, ubicata a sud dell’abitato,subito al di là del Rio Paranza, è stata scoperta e scavata nel XIX secolo dall’ Accademia del Vaticano e i reperti rinvenuti sono per gran parte perduti. Uno scavo del 1995 ad opera della Soprintendenza per i Beni Archeologici ha però riportato alla luce la cosiddetta “Tomba dei Delfini”, che nonostante saccheggiata da clandestini, ha restituito una cospicua collezione di materiali oggi esposti al museo.

Assumono particolare rilevanza un bassorilievo in nenfro con due delfini affrontati  rispetto ad un rosone centrale, una testa di leone in nenfro di accurata fattura, due cippi sepolcrali, un’urna a doppio spiovente e i corredi con alcuni vasi per le offerte, ampollini per unguenti e bracieri in bronzo. Per quanto riguarda l’ambito urbano sono esposti materiali provenienti dallo scavo di emergenza condotto in Piazza Pietralata che sono da ricondurre prevalentemente a ceramica da mensa e a elementi di crollo ( o di volontaria destrutturazione) di un abitazione.

b) romana
Si tratta della sezione espositiva rappresentata dal maggior numero di oggetti, anche in virtù delle numerose indagini archeologiche svolte su siti di età romana.

La sostanziale fedeltà che lega Orte a Roma, anche nei momenti di maggiore crisi, viene premiata con l’elevazione della città a municipium con l’affermazione in ambito tiberino grazie al controllo del fiume operato per mezzo del porto di Seripola e del ponte della via Amerina. Al momento non rimangono testimonianze monumentali del periodo repubblicano, fatta eccezione di alcuni corredi provenienti dalla necropoli delle Piane, indagata archeologicamente a più riprese a partire dagli anni ’30 del secolo scorso al 2005.

Per quanto concerne l’età imperiale numerose sono le testimonianze archeologiche provenienti dagli scavi del porto di  Seripola e dai rinvenimenti occasionali nelle ville suburbane. Fanno bella mostra di se in questa sezione numerosi manufatti di diversa natura, tra cui spiccano i corredi funerari della necropoli delle Piane, una statua togata e un’ara votiva dedicata a Mercurio provenienti da Seripola. Ben rappresentata anche l’attività degli scalpellini, grazie all’esposizione di numerosi coperchi di sarcofago, cippi funerari e miliari, e dei vasai, grazie all’esposizione di numerose forme di diverse classi ceramiche.

c) altomedievale
Tra V e VI secolo la nascita di un’area di culto cristiano, ai margini dell’area del foro e quasi al centro di Orte, si unisce ad una serie di trasformazioni dell’abitato in concomitanza dell’elevazione della città a sede diocesana. Gli scavi effettuati nel 2003 in piazza della Libertà hanno permesso di recuperare informazioni su queste fasi e in questa sezione sono esposti i primi epitaffi cristiani rinvenuti nel territorio di Orte.

Assume particolare importanza l’esposizione dei materiali lapidei e scultorei provenienti da ambito urbano che permettono di osservare una particolare ricchezza della cittadinà in età altomedievale.

Di particolare interesse risultano essere anche i blocchi cavi di peperino che sono stati impiegati come tubature all’interno della rete idraulica ipogea per sopperire al malfunzionamento del cunicolo principale causato, probabilmente, da una scarsa manutenzione

THE CHURCH OF S.ANTONIO ABATE, BUILDING OF THE MUSEUM

The church of S.Antonio Abate is the seat of the museum. It stands in the heart of San Giovenale quarter,into an area that formerly belonged to the roman monastery of San Silvestro in Capite (X-XIII centuries) and its dependent church of San Giovenale. Sant’Antonio was founded at the end of XIV century and it was officiated until 1922. It was related to a monastery-orphanage. The present neoclassical bulding dates back to the XVIII century.

THE MUSEUM AND THE VISIT ROUTE

The civic Museum of Orte is the place where we want to keep the memory of its community, from Etruscan origins. Its purpose is to awake the people’s consciousness as for cultural heritage. This is a “diffuse museum”, because it wants to be a reference point to discover Orte and its territory, by means of touristic routes.

Prepared into the church, it gathers archaeological find from Etruscan age to Early Middle Age ( VI BC – XI AD). The visit proceedes clockwise, from the entrance into the church, and it follows the numeral sequence of the didactic panels. These are arranged in a chronological and numerical sequence and they are alla marked by a coloured circle (green = Etruscan age, red= Roman age, blue= Early Middle Age), placed on the left part of the didactic panels. The same colour marks the plan of  the Museum.

 

 

DSCN0045.JPG

Museo D'Arte Sacra


Museo D'Arte Sacra


Il Museo d’arte sacra di Orte d’importanza diocesana – già Museo Diocesano – è stato inaugurato nel 1967 per iniziativa del vescovo Roberto Massimiliani che intese raccogliere, preservare ed esporre nella ex chiesa di San Silvestro le più preziose opere d’arte sacra esistenti in Orte e nella sua diocesi.

 Quello ortano, oltre ad essere il primo museo diocesano sorto nel Lazio, ha il pregio di essere ospitato nel contenitore più antico dela cittadina: la chiesa di San Silvestro, della metà dell’XI secolo, chiusa al culto dai primi del Novecento e restaurata nelle sue primitive forme romaniche negli anni Sessanta per ospitare la raccolta d’arte diocesana. La chiesa a navata unica, costruita quasi interamente in blocchi di tufo, presenta nella parete sud due grandi archi murati che in origine la collegavano a una navata laterale nella quale insisteva la base del pregevole campanile oggi isolato di fianco all’edificio religioso.

Agli spazi espositivi della sede originaria, suggestivi per ambientazione ma non sufficientemente ampi, si è aggiunta di recente una sezione allestita nel vicino Palazzo Vescovile, residenza la cui origine è precedente al sec. XIII e che nel tempo ha subito varie ristrutturazioni e ampliamenti – tra i quali l’inglobamento nel sec. XVI dell’antica chiesa di San Lorenzo – fino a giungere alle attuali forme tardo-seicentesche.

 Le due sezioni del museo si differenziano per la cronologia delle opere esposte: in San Silvestro prevalgono quelle relative ai secoli VIII–XVI, nel Palazzo Vescovile sono esposte invece tele dal sec. XVI al sec. XX, già conservate in quella sede e oggetto negli ultimi anni di un’azione di recupero e di restauro.

 Con l’apertura alle visite della seconda sezione, il Museo d’arte sacra di Orte presenta un’offerta espositiva di oltre cinquanta dipinti – ai quali si aggiungono sculture lapidee e lignee, oreficerie, paramenti e arredi – collocandosi, per quantità e qualità delle opere esposte, ai vertici tra le pinacoteche dell’Alto Lazio e dell’Umbria meridionale, area nella quale Orte è collocata non soltanto dalla geografia ma anche dalle vie dell’arte.

The Sacred Art Museum of Orte, formerly Diocesan Museum, was created in 1967 thank to bishop Roberto Massimiliani's initiative to gather, preserve and exhibite in the former church of Saint Silvestro the most precious work of sacred art coming from Orte and its Bishopric's territory.

Being the first Diocesan Museum opened in Lazio, the Sacred Art Museum is hosted in one of the most ancient building in the city: the church of Saint Silvestro, dating from the middle 11th century, deconsecrated in early 20th century and restored to its Romanesque shape in the 60's when the project of the museum was approved. The church, almost entirely built in tufo blocks, now shows one nave, but the south wall shows two closed arches once connecting the church to a side aisle and to the bell tower, which now stands isolated next to the church.
The original exhibition area soon became too small and a second section of the museum has been created in the Bishops's Palace, dating back to the 12th century but in time subjected to many changes, one of which led to build in the church of Saint Lorenzo, until it reached the actual shape in 17th century.

The two sections of the Museum differentiate for the chronology: Saint Silvestro exhibits pieces from the 8th century to the 16th century, while at Bishop's Palace are exhibited pieces from the 16th century to the 20th century, completely restored during the past years.

With the opening of the second section the museum puts in display fifty paintings, along with stone and wooden sculptures, jewellery, vestments and furnitures, placing itself among the richest galleries in North Lazio and South Umbria, underlining the big role that the city of Orte had on art routes crossing Central Italy.

DSC_1763s.jpg

Museo Delle Confraternite


Museo Delle Confraternite


Ubicato nei locali un tempo adibiti ad ospedale e poi a sacrestia della Confraternita di Santa Croce, esso propone la più bella suppellettile che, in gran parte, sfila la sera della processione del Cristo morto. Tra le tante opere esposte anche qualche pezzo di pregevole valore artistico.

Per quanto riguarda le suppellettili vanno segnalati i due settecenteschi lampioni rossi della Confraternita della SS.ma Trinità, di solida e raffinata fattura, il seicentesco crocione bianco della Confraternita di Santa Croce, decorato in oro e una inusuale croce appartenente alla Confraternita della Misericordia. In essa è ben in vista una mano che lancia i dadi, segno della sorte nella spartizione delle vesti.

Abbiamo detto inusuale poiché non si conoscono croci corredate di tali particolari. Altri lampioni, tronchetti e oggetti confraternali, sono di buona fattura, essi provengono quasi tutti dai secoli XVII e XVIII.

Il 1 settembre 1626 fu benedetta la bara del Cristo morto che sostituì la precedente purtroppo andata perduta. Essa è di un eleganza straordinaria poiché ha in se lo stile barocco pienamente influenzato dal classico. Mirabili le proporzioni, tutto si compone in un armonia straordinaria, nessun particolare è al di sopra degli altri.

Di qualche anno prima è il basamento, ornato di foglie d'acanto, che sorregge l'immagine dell'Addolorata. I due angeli che sono ai suoi piedi sono oggi una copia degli originali che sono stati rubati nel 2009. Interessanti altri oggetti come i bussoli per le votazioni, alcuni stemmi, ma soprattutto i cabrei ove sono rappresentate le proprietà delle confraternite nei secoli passati.

Housed in a building formerly used as hospital, and then as Holy Cross Confraternity's sacristy, the museum exhibit the richest part of the ornaments used during the Dead Christ's procession in Good Friday.

Among the exhibited pieces are some work of art, as the elegant but solid eighteenth-century red lampposts from the Divine Trinity Confraternity, the seventeenth-century wooden cross from the Holy Cross Confraternity, garnished in gold decorations, and an unusual cross from the Lord's Mercy Confraternity, showing an hand launching the dices as a symbol of the division of clothes. Other lampposts, logs and confraternity's objects are of good finish and date back to 17th and 18th century.

The most important piece of the museum is the Dead Christ's Coffin, inaguarated on September the 1st 1626 in replacement of an older one. It's extraordinary style melds baroque and classical lines in an unique armony where no part goes over the edge.

A little older its the pedestal, orned with acanthus leaves, supporting the Grieving Mother. The two angels at her feet are a copy of the original ones that were unluckly stolen in 2009.

Other objects are interesting among the collection: the boxes for the polls, eblems, and most of all the “Cabrei”, which are catalogues that display the properties of the Confraternities in past centuries.