Ipogeo del vascellaro

La fontana, nonostante i numerosi rimaneggiamenti ed i pesanti interventi di restauro subiti nel seicento, mantiene ancora in parte il suo aspetto originario; due colonnine marmoree sorreggenti una volta a crociera, ne inquadrano il fronte, costituito da un archetto su lesene all’interno del quale sgorga l’acqua.

Concepita come cisterna, probabilmente in età augustea in corrispondenza ad un fenomeno molto più ampio di monumentalizzazione dell’abitato, rappresentava il terminale del primitivo acquedotto che per lungo tempo ha rappresentato l’ unica fonte di approvvigionamento e deposito idrico pubblico della città. Sono evidenti i segni presenti sulle lastre dei vasconi da attribuire alle brocche delle donne che per secoli hanno fatto la fila per attingere acqua.

Gli statuti cittadini prevedevano sanzioni severe per chiunque l'avesse sporcata . Un custode, incaricato dai Priori, era tenuto a pulirla e tenere le chiavi della porta che a nessuno era lecito aprire all'infuori di lui.

vascellaro chamber

Near the “Arco del Vascellaro” (Potter’s Arch) and the former Church San Gregorio, we can find the underground chamber that perhaps best represents the continuity of the life and utilization of underground areas in Orte. It was excavated on the cliff face, removing the entire western wall of the main conduit, thus altering its function.

The chamber, roughly rectangular (6 X 3 m) contains a vat for pressing grapes. On the eastern side a low wall marks the vat, paved with tiles and linked with a tube to a smaller vat below, excavated in the tufa rock.

After the grapes were crushed in the paved area, the juice probably flowed into the stone vat where the production process started.

Foto Luca Riccardi ©